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E se lo stress fosse utile? Sembra assurdo lo so, ma sono sempre più numerosi gli studi scientifici a dimostrazione che una certa dose di stress è assolutamente normale e addirittura positiva, se la si usa nel modo giusto. Purtroppo non tutti sanno cosa è in realtà lo stress, dando a priori per scontato che lo stress sia negativo e dannoso. In questo articolo cercheremo di capire cosa è lo stress e come usarlo, invece, a nostro vantaggio.
Sarà capitato anche a te di sentire quella stanchezza mista a nervosismo, di scattare per un nonnulla, di sentirti addosso un malumore che non sai bene da dove viene e perché, di correre tutto il giorno ed arrivare a sera con l’antipatica sensazione non solo di non aver fatto tutte le cose che avresti dovuto, ma che il giorno dopo sarà la stessa cosa, se non peggio.
Sarà capitato anche a te di aver urgente bisogno di parlare con il capo o con i genitori o con il marito o la moglie e doverci rinunciare perché non è il momento giusto, perché sono troppo stressati.
E’ come se fossimo pronti ad accettare lo stress come una malattia inevitabile e collegata alla vita moderna.
Vita moderna di cui accogliamo ben volentieri tutti gli indubbi vantaggi, ma siamo anche pronti a rassegnarci a uno dei rovesci della medaglia, lo stress, appunto. La cosa preoccupante è che il numero di persone stressate sembra aumentare esponenzialmente e che il passaggio da stress a ansia, e da ansia a depressione, stia diventando quasi obbligatorio.
Ma se è vero che siamo tutti più o meno disponibili a sopportare un po’ di stress, la storia si fa diversa se si parla di ansia e di depressione. D’altra parte lo stress gestito male inevitabilmente porta all’ansia, ad attacchi di panico e, in ultima analisi, alla depressione.
Infatti, la naturale reazione del nostro organismo allo stress continuato e costante è la trasformazione dello stress in stato ansioso e un’ansia continua e priva della consapevolezza che lo stimolo che ha provocato lo stress sta per scomparire, porta al rifiuto da parte del nostro stesso organismo di accettare una situazione di ansia costante. La conseguenza è quasi inevitabilmente la depressione, dalla quale è poi veramente faticoso uscire.
Lo stress è come un piccolo incendio, si può domare in un attimo; l’ansia è l’incendio che conquista terreno e la depressione è il danno che l’incendio ha fatto. Meglio sicuramente spegnere il piccolo incendio che dover ricostruire tutta la casa!
Ho sperimentato personalmente che una buona gestione dello stress attraverso la semplice conoscenza di che cosa è lo stress, perché nasce, da chi e cosa dipende, come si sviluppa e come lo si può controllare, non solo ne diminuisce gli effetti, ma elimina il pericolo di passare dallo stress all’ansia e alla depressione.
Il mio “segreto” quindi è molto semplice: per vincere lo stress basta un po' di conoscenza.
Prova a immaginare di essere nel medioevo. Capita un’eclissi di sole. Come reagiresti? Sicuramente saresti spaventato, ti chiederesti che strana e potente magia è stata eseguita, ti riuniresti alle altre persone del tuo villaggio in preghiera, nella speranza che Dio, nella sua magnanimità, liberi il sole dal maleficio del buio e dell’oscurità diabolica. La stessa eclissi, ma ai giorni nostri: probabilmente ti armeresti di occhiali speciali e programmeresti in modo da riuscire ad assistere a questo affascinante spettacolo dei pianeti della nostra galassia.
L’eclissi è la stessa, cambia solo il tuo approccio. Ora sai cosa è una eclissi e la puoi valutare oggettivamente. Da fenomeno spaventoso e destabilizzante è diventato un evento divertente.
Perché non fare la stessa cosa con lo stress? Scopriamo cosa è in realtà e ti assicuro che se non diventerà proprio divertente, sarà comunque molto più semplice gestirlo e usarlo a tuo vantaggio.
Per farlo potremmo usare, come nei film di fantascienza, una navicella miniaturizzata, ed entrare nel nostro cervello. Ed è proprio lì che ti presento la signora Amigdala. Questa parte del nostro cervello a forma di mandorla e presente in entrambi gli emisferi, ha diversi compiti, uno fra questi è quello di stressarci.
Ma non lo fa certo in malafede. E’ semplicemente abituata a comandare il rilascio di adrenalina e cortisolo ogni volta che ci succede qualcosa di nuovo, di diverso dal solito, o in conflitto con i “suoi” valori. Il risultato è l’aumento della pressione sanguigna, del ritmo respiratorio e di tutti quei sintomi che chiamiamo stress.
Pensa che l’Amigdala è una parte del cervello presente anche in animali di specie inferiori, sarà bel lì per qualche valido motivo. La sua Job description :-) potrebbe riassumersi in due uniche parole: attacca o fuggi.
Se ci fermiamo a fare due chiacchiere con lei scopriremo che, dietro a questa “vecchietta fifona”, c’è proprio chi ha avuto il merito di salvare il nostro pro-pro-pro…zio dall’essere mangiato dalle belve feroci quando eravamo da poco scesi dagli alberi! Non possiamo quindi considerarla un nemico, anzi. Grazie anche a lei la razza umana è sopravvissuta e si è evoluta. Infatti, a quei tempi, era importantissimo stare molto attenti anche al minimo rumore e decidere in fretta se era il caso di attaccare perché l’animale che aveva prodotto il rumore era cibo, o se invece era il caso di fuggire, perché l’uomo avrebbe potuto essere il cibo :-)
La decisione era nostra, allora come adesso, l’amigdala semplicemente ci avvisava e ci preparava nel migliore dei modi. Come? Appunto stimolando la liberazione di adrenalina e cortisolo che provocavano un aumento del battito cardiaco e della respirazione. Lei ci preparava innescando l’invio di più sangue e ossigeno al cervello, per permettergli di decidere in fretta, e più sangue e ossigeno anche ai muscoli per permetterci di correre più veloci, sia che si stesse attaccando, sia che si dovesse fuggire. Se era il caso di attaccare o di fuggire lo decidevamo noi, lei si preoccupava di avvisarci e basta.
Il suo lavoro non è cambiato nel tempo, ma noi oggi lo chiamiamo stress.
Oggi non lo sappiamo apprezzare e ci focalizziamo su come vincere lo stress, ma non c’è niente da vincere, c’è da capire! Quindi, invece di dare a questo prezioso segnale l’etichetta di stress, rischiando quindi di non capirne l’utilità ma di soffrirne inutilmente i sintomi, prova a interpretarlo e trarne dei vantaggi come faceva l’uomo primitivo. Ogni volta che ti senti stressato prova a chiedere alla tua Amigdala perché si è attivata. Facciamo qualche esempio?
Quando l’Amigdala si attiva? Abbiamo detto quando succede qualcosa di nuovo o di diverso dal solito o in conflitto con i “suoi” valori.
Per esempio: ci presentano una persona che potrebbe essere interessante ….E’ una cosa diversa dal solito, l’Amigdala ci avvisa, e quel rossore sulle guance che chiamiamo timidezza altro non è che il risultato dell’aumento della pressione sanguigna. Invece di sentirci imbarazzati, usiamo la maggior lucidità che il cervello ha in quel momento (se non lo ingolfiamo di pensieri negativi come “Chissà che penserà di me che son diventato rosso; ma che figura che sto facendo; ma possibile che io sia così imbranato) per capire meglio chi stiamo conoscendo.
Ci chiamano per un colloquio di lavoro e ci batte il cuore. Invece di stare a pensare “Chissà come andrà che tanto lo so che ho già fatto altri colloqui e son sempre andati male”, approfittiamo della maggior attenzione che il nostro cervello ha per rispondere in modo adeguato e fare una bella figura.
E poi l’esempio più importante, quello forse più diffuso, lo stress continuo, quello che spesso ti porti avanti giorno dopo giorno. Lo stress che, invece, potrebbe rivelarsi il più utile. Si perché in questo caso non è la novità ad attivare la tua amica Amigdala, ma qualcosa di più importante: una dissonanza fra quello che lei crede e vuole e quello che tu stai invece facendo.
Ma chi decide cosa crede e vuole l’Amigdala? Beh pensaci un attimo, lei sta nel tuo cervello, quindi quello che lei crede e vuole sono in realtà i tuoi credo e i tuoi desideri profondi, quelli più importanti. Quei credo inconsci che sono così forti da influenzare, in un modo o nell’altro, la tua intera vita. Purtroppo siamo così impegnati a correre dietro alla vita di tutti i giorni che non ci fermiamo mai a chiederci se stiamo andando nella direzione che vorremmo. Anzi, a volte quella direzione si è persa fra un’urgenza e un bisogna essere realisti.
Si è persa per il tuo conscio, ma non per il tuo inconscio!
Il tuo inconscio forma nel tempo i suoi credo e le sue abitudini e non le elimina ne’ le modifica, a meno che tu non glielo dica espressamente. Ma come glielo dici se nemmeno sai di che cosa si parla?
Ecco quando è importante che tu ti fermi ad analizzare il tuo stress, invece che accettarlo some un dato di fatto.
Quindi, se per esempio ti senti stressato sul lavoro, forse è il caso di fermarti un attimo a riflettere sul messaggio importante che questo stress ti sta dando. Forse tu hai dei valori importanti, come la tua famiglia, che stai dimenticando perché sei troppo impegnato nel lavoro. O forse il tuo lavoro ti stressa perché non è l’attività che dentro di te vorresti fare.
In altre parole, smettila di vedere lo stress come una malattia obbligatoria, di chiederti come vincere lo stress, ma consideralo un amico fidato che ti sta dicendo cose importanti e che ti sta aiutando rendendoti più attento e lucido….e veloce, se devi scappare :-) Lo stress, visto per quello che in realtà è, non solo non ci spaventerà più, ma diventerà un alleato importante per affrontare nuove situazioni trovando le soluzioni più giuste e per risolvere pericolosi disequilibri interiori.
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