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Certamente vi starete chiedendo cosa c’entra Autostima con cervello e mente.
C’entra c’entra, eccome!
Basta rifletterci un attimo.
Autostima è la capacità di avere fiducia in sé stessi, nelle proprie caratteristiche, nelle proprie capacità.
L’autostima è importante ogni volta che effettuiamo una scelta, che prendiamo una decisione.
Avere una buona autostima non vuol dire avere sempre successo, ma vuol dire qualcosa di molto più importante di una battaglia vinta, vuol dire vincere la guerra.
Perché ci sono momenti brutti nella vita di ciascuno di noi, ma una persona con una buona autostima non li vivrà come l’ennesimo disastro a conferma del fatto che si è sfortunati. Una buona autostima ti aiuta a fare la domanda giusta: “E adesso? Cosa ho imparato da questa esperienza? Che posso fare per andare comunque avanti?”
Una buona autostima non ti permette di perdere fiducia in te stesso, ma di imparare dagli errori.
Per una persona con una buona autostima non esistono fallimenti, ma solo situazioni che non ti hanno portato dove volevi andare; eventi imprevisti che ti hanno momentaneamente fermato; scelte e decisioni non idonee e, ancora, la domanda essenziale per andare avanti “Cosa posso fare adesso per trovare la soluzione?”
Una persona con una buona autostima non permette a niente e a nessuno di fargli perdere il rispetto, l’amore e la fiducia in sé stesso. Ma dove abita l’autostima e da cosa nasce, come si forma, che cosa è?
L’autostima nasce come concetto di sé. Quando un bambino comincia a capire che lui è, esiste come individuo.
Si forma con il confronto e la consapevolezza che non siamo soli, ma viviamo in un ambiente fatto di eventi, di momenti, di persone che interagiscono con noi.
Il primo “vagito” dell’autostima è molto naturale e accade anche nel mondo animale. Quando una tigre insegna ai suoi piccoli a cacciare o a fuggire e loro riconoscono istintivamente alla madre il potere del punto di riferimento. Poi sarà la tigre stessa a sapere quando cominciare a lasciare che i suoi cuccioli incomincino a camminare nella vita con le loro zampe!
Lo stesso per un bambino, che prenderà i genitori e gli adulti che lo circondano come punti di riferimento assoluti, indiscutibili.
Quello che dice un genitore, soprattutto se sottolineato da forti emozioni, ha il valore di una legge per il bambino.
Io immagino che anche la tigre con i suoi brontolii dica ai suoi cuccioli di stare buoni, che lei vuole dormire. Ma la tigre sa che non deve essere un allarme, altrimenti i cuccioli non capiranno quando c’è un vero allarme. Allora il brontolio è calmo, è solo un consiglio. Ma quando un pericolo si avvicina ecco che il brontolio diventa ruggito, si carica di emozioni, e i cuccioli capiscono la differenza. Ed è importante che la capiscano, c’è in gioco la vita stessa. Anche un bambino ha bisogno dei suoi primi punti di riferimento, chiari e senza incongruenze! Ecco perché il mestiere di genitori è così importante soprattutto nei primi mesi e anni di vita. Ci devono essere i rimproveri e i premi, gli insegnamenti e gli allarmi, ma tutto deve avere la giusta gradazione se si vuole evitare confusione nel bambino, se si vuole farlo crescere con la giusta consapevolezza delle sue potenzialità, dei suoi limiti, della sua autostima.
Un esempio molto semplificato. Un genitore stressato purtroppo a volte non è in grado di dare la giusta gradazione e “urlerà” una sgridata sia se il bambino gli ha fatto una domanda interrompendo la visione della partita, sia se il bambino ha usato i fiammiferi e ha dato fuoco al tappeto scottandosi le manine. Nel primo caso sarebbe bastato un brontolio, nel secondo serve il ruggito.
Ma il bambino ha sentito il ruggito in entrambi i casi. Ed ecco dove c’entra il cervello e la mente!
Nella mente del bambino si è formata quella che viene definita una “credenza” ossia un pensiero molto forte in cui lui crederà per tutta la vita, prima a livello conscio (quando succedono i fatti) e poi a livello inconscio (quando i fatti sono lontani nel tempo, ma il credo, come un forte albero, continua a esistere anche se non se ne rende conto)
Nel complesso reticolo dei neuroni si sarà formata una associazione: Adulto che sgrida fa male Adulto sgrida quando parlo con lui e quando gioco coi fiammiferi Parlare con gli adulti e giocare coi fiammiferi fa male
Certo questo bambino non giocherà più con i fiammiferi, e questo è buono, ma assocerà all’esprimere le proprie idee agli adulti una sensazione di dolore, e questo è ovviamente sbagliato.
Timidi e introversi non si nasce, lo si diventa. Detto questo, e ricordandovi che l’esempio è solo, appunto, un esempio, nasce spontanea la domanda:
Ma se nel mio inconscio ho delle credenze sbagliate e che mi limitano, ci posso fare qualcosa? Posso cambiarle in credenze che mi aiutano ad essere più sereno e felice? La risposta è assolutamente SI!!!!!
Anche una persona con le credenze più limitanti, rafforzate da esperienze disastrose, con l’autostima ai minimi termini, può, se vuole, “rifornirsi” di nuove credenze e mettere le basi per un futuro migliore. E alla fine si torna sempre lì, all’autostima.
L’argomento è così interessante e ricco di sfaccettature che insieme a Italo Pentimalli di www.piuchepuoi.it abbiamo deciso di dedicare parte dei nostri studi, della nostra esperienza e della nostra voglia di condividere proprio all’ Autostima.
nasce da questo desiderio. Andate a visitare il sito dell’ Autostima con la A maiuscola perché non sarà il solito sito che vi dice che ce la potete fare, sarà il sito che vi dirà COME farcela! |