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In questi giorni in tanti credo abbiamo seguito i documentari che riguardano la vita e le opere di Papa Karol Wojtyla. Abbiamo provato commozione, stima, sorpresa, e forse ci siamo chiesti ...
cosa o chi abbia dato a questo uomo straordinario la forza e la determinazione necessarie per fare tutto quello che ha fatto, anche andando spesso controcorrente.
Ci siamo forse chiesti cosa o chi gli abbia permesso di vincere così a lungo una malattia degenerativa e così degradante per uno come lui, che aveva fatto dell’azione, del movimento e delle parole uno stile di vita. Il mio commento non è e non vuole essere di tipo religioso.
Mi chiedo solo come un uomo, perché lui era un uomo, abbia potuto raggiungere risultati così eccellenti. E la risposta, a mio parere è una. La passione, il credo, la determinazione, l’atteggiamento vincente e positivo. Ora qualcuno potrebbe dire che Dio gli ha dato tutte queste “carte” vincenti. Io non ci credo. Io credo che Dio sia stata la sua passione, la sua ossessione (in senso positivo ovviamente) e che ogni singolo essere vivente, se ama, si appassiona, ci mette entusiasmo e credo e determinazione in quello che fa e che vuole raggiungere, non possa che avere successo prima o poi. Non credo che al Santo Padre siano mancate le delusioni o gli errori o le cadute dolorose. Credo invece che ce ne siano state, ma che al di sopra di ogni critica, di ogni insuccesso, di ogni risultato non ottenuto, ci sia stata questa grande passione che l’ha aiutato in ogni momento, anche in quelli più bui, a rialzarsi e proseguire. Lui sapeva dove voleva andare, aveva un sogno e l’ha realizzato non “con l’aiuto di Dio” come molti dicono, quasi a trovare un fortunato destino esterno che l’ha sostenuto ed aiutato al di là dei suoi singoli sforzi; ma con la “passione per Dio” che gli ha permesso di affrontare ogni difficoltà con un sorriso e con la certezza che lui ce l’avrebbe fatta. Quindi un grande Uomo o un grande Dio? Io credo un Grande Uomo, con un Grande Dio. E questo dovrebbe dare speranza a ciascuno di noi. Non ci sono uomini piccoli, ci sono solo grandi uomini con piccole passioni, che non amano abbastanza, che non si lasciano “ossessionare” da grandi sogni. Perché ogni sogno, che si chiami Dio o il Prossimo o la mia Famiglia, o i miei Figli, o la mia Indipendenza …se lo amiamo abbastanza, ci darà quella spinta, quell’energia, quella determinazione che non ci faranno mai arrendere, che ci faranno rialzare dopo una brutta caduta, che ci faranno gustare il viaggio e che ci porteranno a destinazione, qualunque essa sia.
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