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La Passione di Cristo PDF Stampa E-mail
Me lo ero perso al cinema, l'ho visto ieri in TV.
Ho pianto, anzi, singhiozzato. Veniva da dentro e non ha nulla a che vedere con il mio Credo religioso.
Certo che la violenza e il sangue rosso e la faccia pesta di un Cristo umano e divino insieme hanno mosso pensieri, ricordi ed emozioni ancestrali.

Ma i miei singhiozzi, quel male dentro, nascevano ad ogni frustata, ad ogni colpo inferto per ignoranza e menefreghismo.

Se oggi Cristo fosse qui, permetteremmo forse tutta questa violenza?
No? O forse la permettiamo, ogni giorno, e siamo Pilato e Erode e la legione romana insieme?

Perchè quando un bambino muore di fame non ci giriamo anche noi dall'altra parte?
Non ce ne laviamo le mani? E non venite a raccontarmi che con qualche adozione a distanza ci mettiamo il cuore in pace, quando senza andare lontano, nelle nostre città, i bambini vengono venduti per sesso.
Anche Pilato ha cercato di fare qualcosa, ha provato pietà. E poi?

E i cattivi romani, cosa era tutta quella violenza gratuita se non il frutto dell'ignoranza e della paura delle cose diverse?
E non siamo anche noi così a volte di fronte a qualcosa che non conosciamo?
Certo non afferriamo la frusta, ma a volte la negligenza, la superficialità, il criticare senza sapere, i pregiudizi e i preconcetti, forse fanno più male di una frustata.

E non ci comportiamo a volte come i Giudei? Pronti a raccoglierci fra le mura delle nostre certezze, chiusi alle novità che potrebbero aprire nuove strade e nuove opportunità per noi e per il mondo intero; rifiutando e pregiudicando per paura di perdere quel poco che abbiamo?

Forse per questo ho pianto, perchè al di là dell'emozione di fede violata dal sangue, io mi sono ritrovata in Pilato, nel romano e nel giudeo. Nell' amore non compreso.
 
Perché ogni volta che uso una frase fatta, ogni volta che non vado a fondo per capire chi sono io e chi sono le persone che mi vivono accanto, ogni volta che mi accontento della mediocrità quando so che potrei aspirare al meglio, ogni volta che non uso al massimo i miei “talenti” ….non offendo solo me stessa ma Dio o il Bene Universale o come vogliamo chiamarlo.
 
Forse questo è il messaggio del film? Siamo tutti colpevoli ieri come oggi se non siamo in grado di aprirci all'universo del bene e aiutarlo a sconfiggere il male?

Solo una riflessione, dal cuore e col cuore.