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Ma siamo ancora capaci di pensare?
O la vita di tutti i giorni è talmente caotica e stressante che non troviamo più nemmeno il tempo per pensare. Non sarà che l’evoluzione dell’essere umano ci vedrà fra un po’ di anni camminare tutti in fila e fare gli stessi gesti come automi? Non posso evitare di chiedermi: essere umano si sta evolvendo verso una nuova specie, l’human-robot ?
Mi è capitato circa una settimana fa.....
Ero tornata a casa dopo una giornata di lavoro stressante, seguita dalla solita ora intrappolata nel traffico maledicendo quello che faceva il furbo e superava sulla destra e il comune che se ne frega e non mette a disposizione abbastanza mezzi pubblici. Mollato il cappotto sul divano, avevo dato da mangiare ai miei gatti intanto che la cena si scaldava nel microonde. Senza nemmeno cambiarmi o farmi una doccia, eccomi lì, finalmente “stravaccata” sulla poltrona, a gustarmi un bel piatto pronto e una coca-diet (eh bisogna pur stare attenti alle calorie) col telecomando pronto. TG, un po’ di zapping fra il tifo per il pacco giusto e qualche risata su striscia, e poi un bel film ci sarà? Macchè, mi toccherà mica vedermi una puntata di qualche reality eh?
Apro una parentesi, mi permettete?
Da dove arrivano i risultati dell’audience dei reality? Che quando se ne parla in giro tutti, ma dico proprio tutti, sono pronti a giurare mano sul cuore, che loro non li guardano, che non se ne può più di queste trasmissioni, che sono tutte, chi più chi meno, sull’orlo dell’offesa alla pubblica intelligenza.
Ma allora chi li guarda? Te lo dico io chi li guarda, noi!
Sarà che non abbiamo molte scelte, sarà che anche se stiamo guardando un film, quando arriva la pubblicità, o ne approfittiamo per fare pipì (ma vista la frequenza delle interruzioni pubblicitarie, consiglierei una visita urologia) o iniziamo a zappingare e non c’è alternativa, almeno uno o due canali sono lì, con il loro bel reality. Ti avviso, stai attento, secondo me ci mettono delle immagini subliminali, qualcosa insomma che, se ti fermi per più di un minuto, poi non riesci a staccarti.
Rischi di non uscire mai più dal reality-tunnel.
Secondo me stiamo diventando dei sado-maso, restiamo li come il coniglio abbagliato dai fari di una macchina, vogliamo vedere dove vanno a parare, forse vogliamo vedere quale è il nostro limite di sopportazione? Poi però il giorno dopo, durante la pausa caffè, se il collega butta li un “ma l’hai vista la Lecciso ieri sera” siamo tutti pronti a spergiurare di no, che noi mica le guardiamo quelle stupidate. Ed è vero, non stiamo mentendo, in realtà noi non le vorremmo guardare, però, chissà come, siamo anche noi entrati nel tunnel.
Chiusa parentesi. Ma che poi non è una parentesi, perché l’altra sera, ero proprio in uno di quei momenti in cui a livello inconscio sapevo che dovevo spegnere la TV e andarmene a dormire, ma in realtà restavo ancora seduta davanti alla TV. Ad un certo punto, come una specie di illuminazione folgorante, un pensiero, dico, hai sentito bene? Un pensiero mi è nato dentro: “ma cosa cavolo ci faccio qui ancora a mezzanotte passata davanti alla TV?
Ma non ho niente di meglio da fare?
Ma dopo una giornata così stressante e con la prospettiva che domani sarà lo stesso e dopodomani idem, ma invece che rimbambirmi davanti a sto cubo malefico, non potrei fare qualcosa di più utile per me stessa? Magari leggere finalmente quel libro che mi hanno consigliato sulle alternative per evitare lo stress e vivere in modo più sereno e felice?”
Ma la cosa “pericolosa” è che quando si comincia a pensare, capita anche che si può andare avanti per un po’, a pensare intendo.
E allora mi è venuto da pensare che ormai siamo tutti intrappolati in questa specie di simil-matrix dove ogni giorno ripetiamo gli stessi gesti, le stesse abitudini, gli stessi atteggiamenti, le stesse lamentazioni. Da un lato questo è comprensibile se parliamo del lavoro, perché qualunque sia il lavoro che fai, prima o poi diventa una routine.
La cosa terribile è che ormai tutta la nostra giornata è diventata una routine, comprese le ore cosiddette libere!
Ma quand’è che abbiamo smesso di pensare? Quando abbiamo smesso di sognare e credere davvero nei nostri sogni?
Crederci al punto di spegnere la TV e cominciare a realizzarli.
Argomento interessante. Ci torneremo su molto presto.
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