|
…..Sarò strana ma sono contraria ai farmaci, pensa che non uso nemmeno l’aspirina! Ultimamente ho letto delle statistiche che mi sembrano davvero assurde! In america molte medicine si vendono nei supermercati e gli antidepressivi stanno diffondendosi sempre di più….
E soprattutto per la mente, possibile che non ci siano cure più naturali e meno pericolose, che so un the o un libro “cura depressione” ….. Angiola Cara Angiola, prima di tutto lasciami chiarire che questo non è un sito scientifico e che quindi le mie opinioni in merito non devono essere considerate un consiglio medico. Inoltre, essendo biologa, so che esistono squilibri a carico di alcuni mediatori neurologici che necessitano di appropriate terapie farmacologiche. Detto questo, sono in parte d’accordo con te. E ti dirò di più: io credo che ormai siano diventate di uso comune e quotidiano frasi come “Sono stressato; non mi dire così che mi viene l’ ansia; mi sento depresso”. Frasi che ormai stanno sostituendo le vecchie e forse un po’ superate “Oggi sono proprio stanco; mi sento un po’ giù di morale; mi fai venire il nervoso” Penso che anche negli stati d’animo oggi sia entrata un po’ la moda. E’ più trendy dire che ho avuto un attacco d’ansia o una crisi depressiva o sono sottoposto ad uno stress lavorativo che… Non ci sarebbe nulla di così grave se non fosse che stiamo parlando di stati mentali, non del cambio del guardaroba! E seguire la moda in questi casi può essere pericoloso: non è che finiremo anche noi con avere fra i 10 numeri di telefono più importanti quello del nostro psichiatra personale? Non è ovviamente mia intenzione scherzare sulle “sofferenze mentali” che, anzi, sono a volte più subdole e pericolose di altre malattie. Ma ho qualcosa da ridire per la facilità con la quale si parla di stress, ansia e depressione. Come se fossero una normale conseguenza della vita moderna, una cosa che ti prendi così, quasi come un raffreddore, e che devi accettare come scotto da pagare al ventunesimo secolo. Certo il nostro presente, con i tempi sempre più veloci e sempre meno naturali, non può che provocarci sintomatologie fisiche e mentali che, appunto, rispecchiano la vita che viviamo. E i rimedi vanno di pari passo. E’ certo più veloce buttar giù un po’ di Malox che “perdere tempo” alimentandoci in modo meno frettoloso. Così come è più veloce prendere una pillola che fare due chiacchiere con se stessi e chiedersi da dove viene l’ insoddisfazione che può stare alla base di stress, ansia e depressione. Poi c’è da notare anche una cosa un po’ strana. Senza andare troppo indietro nei tempi, anche solo 50 anni fa, il medico era una figura importante e quasi magica. Oggi, con la diffusione della conoscenza, siamo tutti più informati su come funziona il nostro corpo, dalla struttura muscolare al sistema immunitario. Ma chissà perché, nonostante si possano trovare informazioni anche sul cervello e la mente, questi ultimi siano ancora molto poco conosciuti. Quasi che fossero un campo minato, pericoloso anche solo avvicinarsi. Sarà che un braccio rotto fa sicuramente male, ma lo puoi guardare “dal di fuori”, mentre ansia e depressione presuppongono un guardarsi dentro che forse fa più paura della malattia stessa. Eppure sarebbe così importante imparare a parlare con se stessi e a scoprire chi siamo e cosa ci rende felici o infelici, e non solo per chi si sente giù, ma anche per chi sta bene, sarebbe importante per ciascuno di noi. Importante per noi stessi e per le persone che ci sono vicine, perché se non sappiamo chi siamo e cosa vogliamo, come mai potremo sperare di essere felici e sereni? E la pastiglia per la felicità (quella vera intendo) ancora non l’hanno inventata e spero tanto che non ci si arrivi mai. Perché la felicità è unica come le impronte digitali: ognuno di noi deve scoprire da solo chi deve essere per essere felice. E quando lo scopri e incominci a percorrere la tua personalissima strada, ansia e paure scompaiono, senza pillole :-) Dai che adesso ci godiamo un tramonto e un the freddo, fatto in casa, senza polverine! Pat |